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Flora

Varietà vegetale nel territorio delle Alpi Ledrensi

Alpi Ledrensi vegetali

Dalla quota del lago di Garda ai 2254 metri del Monte Cadria, dalla vegetazione sub mediterranea alle praterie alpine: tutte le fasce di vegetazione sono ben rappresentate sulle Alpi Ledrensi, una varietà che costituisce uno dei più grandi pregi di questo territorio. Non solo la varietà ma anche la rarità distingue il territorio che accoglie il più elevato numero di endemismi a livello regionale. Specie e associazioni vegetali che vengono tutelate nelle diverse aree protette.

Il substrato della zona è prevalentemente calcareo in tutta l'area, i fattori che determinano la varietà dei paesaggi sono quindi determinati dalla quota e dall'esposizione, ovvero dall'orografia. La Valle di Ledro è disposta in direzione est-ovest, risultano quindi molto differenti gli ambienti situati sui versanti che guardano a nord e a sud. Le zone più vicine al lago di Garda, influenzate dal clima Mediterraneo e mite ospitano formazioni a leccio o pseudo leccete, con carpini, scotani e terebinti tipici della vegetazione sub-mediterranea. Salendo al limite dei vitigni, boschi di roverella, frassino e carpino si sviluppano dove la temperatura è ancora mite, gli ultimi castagni si spingono fino al limite delle faggete che colonizzano i versanti esposti a sud. Faggete che, a seconda della temperatura, si presentano nelle diverse forme miste: con carpino e roverella dove è più caldo con abete rosso dove la temperatura è più rigida. Boschi di faggio e abete bianco occupano le zone più umide e ombrose mentre le roverelle si sviluppano nelle zone più calde e aride. Questa composizione si spinge fino ai 1600 metri di quota circa, dove il bosco misto lascia il passo alla pecceta di abete rosso con nuclei più o meno densi di larici. In quota il bosco lascia spazio alla mugheta, tipica di substrati carbonatici, pietrosi e instabili. Questa formazione vegetale, così tipica in questa parte delle Alpi, è in realtà una formazione rara a livello europeo, tanto da essere classificata come habitat prioritario nella direttiva "Habitat". Tipiche anche le brughiere e le praterie alpine dove si incontrano specie arbustive come eriche, rododendri, mirtilli, ginepri nani, ontani verdi e la ginestra dei rilievi alpini: Genista radiata.

Molte sono le aree ancora caratterizzate da un elevato livello di wilderness dovuta alla scarsa antropizzazione, che ne fa delle isole incontaminate coperte da boschi centenari intatti, perché difficili da raggiungere. Mancano i deserti nivali, non essendoci cime abbastanza alte.

Dal lago in cima attraverso le orchidee

Ogni ambiente ha i suoi fiori, la cui struttura, forma e stagione è espressione delle caratteristiche fisiche e climatiche della zona. Gigli, primule, genziane, ranuncoli e orchidee: nel periodo della fioritura ogni ambiente diventa un prezioso giardino.

Moltissime sono le orchidee che apprezzano climi e ambienti delle Alpi Ledrensi, dal fondovalle, dalle zone miti del Lago di Garda fino ai prati di quota. Limodorum abortivum e Ophrys bertolonii occupano le nicchie più calde alle quote più basse. La struttura particolare dell'ofride di bertoloni e l'intenso colore dei fiori sono uno specifico richiamo per gli imenotteri a cui è affidata la loro riproduzione. Le Cephalantera, la pallida Neottia e il Cypripedium calceolus, la rara e bellissima Scarpetta di Venere, abitano le faggete. I delicati fiori bianchi della Goodyera repens si incontrano salendo verso le quote più elevate dove l'inconfondibile profumo fa della nigritella l'orchidea più conosciuta delle alture. Le Dactylorhiza ben si adattano a diversi ambienti e popolano abbondantemente tutta la zona. Ma  caratteristiche sono in quota le fioriture di Dactylorhiza sambucina, nella doppia tonalità gialla e porpora.

Ad ogni riserva il suo tesoro ... vegetale

Le acque del Lago d'Ampola sono popolate dalla bellissima ninfea gialla, Nuphar luteum che da giugno a settembre ne colora le acque. La delicata elleborina palustre, Epipactis palustris, anima i prati della riserva in compagnia di Anemone trifolia e la curativa Lysmachia vulgaris o Mazza d'oro.

I prati della zona di Dromaè a maggio/giugno si rivestono di profumati narcisi, Narcissus poeticus, della fragile e incantevole Peonia officinalis e della Dactylorhiza sambucina nei suoi due colori e di numerose genziane.

Le alte e sassose quote di Tremalzo e Tombea sono animate dalla rara e preziosa Silene elisabettae, la cui presenza è stata compromessa da una raccolta sconsiderata. Gli anfratti fra le rocce custodiscono l'elegante Raponzolo di roccia, Physophlexis comosa, e i cuscini di Saxifraga tombeanensis proteggono i massi calcarei.

I crinali di Pichea Rocchetta ospitano specie preziose come la Viola dubyana, endemismo che fiorisce fra le rocce fra giugno e luglio o la bellissima Cypripedium calceolus, l'allegro Tulipa sylvestris, il candido Camedrio alpino, Dryas octopetala, e lo spettacolare geranio argentino Geranium argenteum.

Il rosa intenso di Primula spectabilis, si distingue fra i pini mughi della zona del Caset dove a estate inoltrata fa la sua comparsa anche l'appariscente Lilium martagon, il giglio martagone.

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Primula spectabilis
(foto di Anna Sustersic)
Primula veris
(foto di Anna Sustersic)
Gentiana verna
(foto di Anna Sustersic)
Taraxacum officinale
(foto di Anna Sustersic)
Ranunculus bulbosus
(foto di Anna Sustersic)
 
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