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Fauna

Biodiversità animale nel territorio dellle Alpi Ledrensi

Alpi Ledrensi animali

Alcuni elementi fondamentali caratterizzano fortemente la zona delle Alpi Ledrensi: la sua varietà di habitat, la posizione specifica nel contesto alpino meridionale, la scarsa antropizzazione, l'elevato livello di wilderness e gli antichi boschi, in parte ancora inaccessibili. Una combinazione di elementi fondamentali che la rende adatta ad ospitare una fauna ricca e varia, stanziale o solo di passaggio.

Alcuni sono visitatori occasionali, come l'orso o la lince, sebbene in passato queste zone siano state assiduamente frequentate dall'orso che, favorito dai pianori di Bleggio, arrivava comodamente fino a Ledro. Anche il passaggio della lince, anche se, sull'intero territorio la presenza di questo carnivoro è sporadica e limitata, per il momento, a un solo esemplare radiocollarato.

Il tipico fischio della marmotta è udibile sulle alture del Monte Cadria, grazie alla reintroduzione fatta nelle zone dell'Alto Garda, con l'obiettivo di ricostruire la catena alimentare alpina, danneggiata, nel caso della marmotta da una caccia indiscriminata che, nel 1967, ha richiesto l'emanazione di una legge di tutela.

I mustelidi sono abitanti abituali della zona, e in particolare frequente è la presenza di donnola e faina mentre ad attestare la presenza della martora è un singolo dato sull'Alpo di Storo; incerta è invece quella dell'ermellino.

Nella selvaggia a poco frequentata Val Lorina, che dalla zona di Ledro scende verso Storo, sverna un gruppo di stambecchi, probabilmente arrivati dopo la reintroduzione effettuata a fine anni '80 nella zona dell'Alto Garda Bresciano. Le cime del Monte Cadria e del Tremalzo, al margine tra le aree arbustive a pini mughi e le zone più alte, sono popolate da numerosi camosci mentre più in basso, la zona del Casèt e della Val Concei, sono "posti buoni" in cui ascoltare, a fine estate, l'emozionante bramito del cervo. Da bassa quota fino al margine del bosco, si incontra poi il capriolo, ancora numeroso, nonostante numerosi stress come caccia intensiva, progressivo rimboschimento e concimazione dei prati ne mettano alla prova la resistenza. 

Numerose specie di rettili e anfibi sono presenti nei diversi habitat del territorio della Rete di Riserve. Zone umide di fondovalle, come il Lago d'Ampola, sono popolate da specie quali il rospo comune, la rana temporaria e in alcuni casi la Lucertola zootoca carniolica, che con la sua particolare storia, caratterizza in maniera unica questo habitat. Fino a poco tempo fa infatti, questa particolare lucertola che depone le uova, era considerata una sottospecie della Lucertola zootoca vivipara che invece, come dice il nome, partorisce piccoli vivi. Recenti studi genetici hanno invece dimostrato la netta separazione tra le due specie e il Lago d'Ampola, in Trentino, è stato uno dei primi siti, dove la nuova specie è stata identificata con certezza. A differenza della lucertola vivipara, che vive a quote maggiori e in ambienti poco disturbati, la carniolica frequenta ambienti di fondovalle, spesso antropizzati e a rischio di scomparsa o di radicale modifica.

Il clima mite, generato dal Lago di Garda sulle Alpi Ledrensi, si riflette sulla distribuzione e presenza di molte specie di rettili e anfibi. La Lucertola carniolica, ad esempio, può estendere il suo habitat fino a zone di quota. È stata segnalata ad esempio a Passo Tremalzo, come anche il rospo smeraldino, specie abituale di fondovalle o addirittura di costa. Oltre a queste eccezioni, in quota si trovano le specie abituali come il rospo comune o la rana rossa. Il clima mite, influenzato dal lago, si riflette anche sulla distribuzione di rettili come le vipere: delle due specie comunemente presenti sulle Alpi, aspide (Vipera aspis) e marasso (Vipera berus), i cui habitat si alternano alla quota 1300 - 1500 m, la prima non è mai stata rinvenuta a Tremalzo, mentre la seconda raggiunge quote più elevate del consueto.

Dalla cima al lago attraverso i… canti

Le zone di quota sono animate dal traffico aereo. Numerosi passeriformi come il culbianco (Oenanthe oenanthe), il variopinto codirossone (Monticola saxsatilis) o lo spioncello (Anthus spinoletta) e prunellidi, come il sordone (Prunella collaris) popolano i pascoli e le zone sommitali. Migratori estivi come la bigiarella, Sylvia curruca, e la passera scopaiola, Prunella modularis, popolano le fitte mughete d'altura. Notevoli anche le segnalazioni di due coppie di aquile reali, dalla Val Concei, Riva e Storo. Scendendo, sotto le praterie, regno di coturnice (Alectoris graeca) e biancone (Circaetus gallicus), soffi e gorgoglii tradiscono, in primavera, la presenza del fagiano di monte (Tetrao tetrix).

Scendendo poi, e immergendosi nel bosco si fa ingresso nel reame dei tetraonidi. Schiocchi e "danze" di primavera, lungo le pendici di Tremalzo, Val Concei e Pichea Rocchetta, indicano che siamo nel regno del più grande dei tetraonidi: il gallo cedrone (Tetrao urogallus), signore della foresta insieme al francolino di monte (Tetrastes bonasia).

Astore e sparviere sono i cacciatori diurni delle foreste di abete rosso - il primo- e bianco - il secondo. Mentre di notte la foresta è campo di caccia per piccoli e misteriosi rapaci, come la civetta nana (Glaucidium passerinum) e la civetta capogrosso (Aegolius funereus).

A fine inverno i tronchi risuonano del martellare del picchio nero (Dryocopus martius), mentre sui tronchi dei boschi misti, a 5/6 metri da terra nei boschi misti, se si è fortunati è possibile osservare le "abitazioni" del, più raro, picchio cenerino (Picus canus), specie particolarmente protetta secondo la Direttiva Habitat.

I versanti più caldi, che guardano al Lago di Garda sono invece abitati da specie termofile come il piccolo Zigolo muciatto (Emberiza cia) o il piccolo passeriforme luì bianco (Phylloscopus bonelli). Più in basso invece, lungo le sponde del Lago dove dominano una vegetazione un clima con caratteristiche mediterranee si possono incontrare specie tipiche di questi ambienti come il celebre Monticola solitarius, il passero solitario, il codirossone e il canapino (Hippolais polyglotta). L'inizio dell'antica strada Ponale è un buon sito per osservare l'elegante occhio cotto (Sylvia melanocephala) mentre i paretoni a picco sul lago offrono rifugio al falco pellegrino e al corvo imperiale mentre le alte pareti del fondovalle sono rifugio per il gufo reale e il nibbio bruno.

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Civetta capogrosso
(foto di Mauro Mendini)
Codirossone
(foto di Mauro Mendini)
Stambecco
(foto di Archivio Muse)
Camoscio (Rupicapra rupicapra)
(foto di Archivio Muse)
Volpe
(foto di Archivio Muse)
 
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