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Alpo di Storo e Bondone (SIC)

  • Quota: 1470 m
  • Estensione: 759 ha
  • Specie di interesse comunitario: Daphne petraea, Saxifraga tombeanensis
Proseguendo lungo la strada tortuosa e stretta che attraversa l'abitato di Bondone ci si immerge in una splendida e antica faggeta che porta direttamente sulle alture dell'Alpo di Storo e Bondone. Un ambiente unico dove i paesaggi umani trovano discretamente e armoniosamente posto in una natura che ha conservato intatti tratti di wilderness.
Molte sono le specie di interesse floristico come ricca è la fauna che popola le alture. Se in primavera, salendo all'alpo, si guardano con attenzione le pareti rocciose che delimitano la strada si avrà la fortuna di osservare il raro e bellissimo Raponzolo di roccia (Physoplexis comosa), per poi incontrare più inalto specie altrettanto preziose (allegato 1 - Direttiva Habitat) come Saxifraga tombeanensis e Daphne petrea. I grandi faggi dominano le macchie boschive dei versanti più caldi mentre le pendici esposte a nord e i valloni più freschi si caratterizzano per la presenza di abeti, aceri e frassini. Più in alto sono presenti zone caratterizzanti l'ambiente rupestre e in particolare di roccia calcarea che affiora, come torri di un castello, in maniera evidente. Nelle praterie alpine è in espansione il pino mugo, oltre al quale si trovano arbusteti ad erica, genista radiata, rododendri e talvolta ontano verde. A decorare le zone di ghiaia e rocce più in quota sono invece gli eleganti cuscinetti di Dryas (driade).
Le Malghe di Storo e Bondone sono circondate va vasti pascoli pingui e magri popolati da specie erbacee di interesse (nardeto, festuco - Brometea), che affacciano, come un balcone sulle cime circostanti e il Lago d'Idro al fondovalle.
Area di interesse internazionale per il transito di molte specie migratrici a medio e lungo raggio nel periodo tardo estivo e autunnale (migrazione post-riproduttiva).
Alpo di Storo e Bondone
(foto di Anna Sustersic)
Alpo di Storo e Bondone
(foto di Anna Sustersic)
Physoplexis comosa
(foto di Anna Sustersic)
 
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